Sto pensando che potete banalizzare la vita quanto volete, banalizzare le persone, banalizzare le opere...ma alla fine tutti e dico proprio tutti condividiamo un destino incerto e spesso crudele.
Destino di cui nessuno conosce nulla.
C'è bisogno di più umiltà e meno apparenza, più consapevolezza e meno egocentrismo.
La vita è una bilancia di dolore e gioia, e vivere un periodo di normalità o gioia dovrebbe essere il primo presupposto per essere ispirati a stare vicino a coloro a cui la vita ha voltato le spalle.
Ma abbiamo tutti tanta paura...paura di perdere tutto, paura che la vita sia davvero reale, paura che davvero la vita vada oltre a quelle quattro cosine con le quali ci riempiamo la testa per ovattarla...
E così dietro all'istinto di questa generazione di fotografare e documentare e condividere tutto, a mio avviso si cela proprio tanta paura e insicurezza.



